Herman
giovedì, novembre 30, 2006
UEFA CHAMPIONS LEAGUE 2007
Leghe invitate e numero di squadre (tra parentesi, quelle invitate per la Coppa UEFA 2007)
LEGA AMICI DEL PELO 4 (1)
LEGA LA PISELLA 4 (1)
LEGA FRANCO GIACCHIERI 4 (1)
LEGA DEI FALLITI 2 (1)
LEGA RISKY POINT 1 (1)
LEGA MBE DI ALBA 1 (1)
LEGA ANDA CALIPPO BANZAI 0 (2)
Fine comunicazione
venerdì, aprile 28, 2006

AVC BRUNELLO (and. 1-0) SCHALBO 0-0

CAMPIONE D'ITALIA (and. 1-2) HEARTS OF CELANO 1991
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U E F A C U P 2 0 0 6
round semifinal leg II

AC TRENTO (and.1-0) TRIADE MCP

FEDERBAHCE FC (and. 1-2) ZIRZIMARLY FC
domenica, maggio 16, 2004

LEONARDO DA VINCI
Ritratto di Monna Lisa
1505
Banale.Visto. Rivisto. Sbeffeggiato. Adorato. Vivisezionato. Il più grande ritratto della storia dell'arte.
Un dipinto inafferrabile, misterioso. E un dipinto - una piccola tavola, a guardarla dal vero - che nessuno guarda realmente più come tale, per averlo guardato mille volte distrattamente; un'icona, un simbolo: è la sua fortuna, e la sua dannazione. Ma è una opera d'arte di sovrumana genialità. Tagliata e limata a destra e a sinistra (originariamente si vedevano le due colonne del terrazzo dove la Gioconda ha posato), l'opera ha tali e tante sottigliezze da fornire materiale di studio da cinquecento anni. A testimoniare la qualità suprema del dipinto, ecco le mani, morbide, indimenticabili, magistrali, "leonardesche". Il taglio degli occhi, della bocca, nitidi nel disegno fino al bordo, decidono di scomparire nella penombra ai due lati, in modo da negare alla ragazza una espressione precisa. E poi... Monna Lisa è alta o bassa? I due orizzonti alla sua sinistra e alla sua destra, invenzione senza precedenti, sono diversi; i paesaggi stessi sono completamente differenti; l'orizzonte di sinistra è decisamente più basso dell'altro, e chi guarda il ritratto viene continuamente distratto dalla mancanza di un punto di riferimento preciso.
Ecco l'opera eterna, mai uguale, il quadro che per quanto lo si voglia non si può osservare; l'immagine ferma e a un tempo cangiante, sempre in tensione, che supera l'immobilità della morte e naviga per i secoli continuando a prendersi gioco di noi nella sua inafferrabile vibrazione.
martedì, maggio 11, 2004

AFRO BASALDELLA
Natura morta
1937
A proposito di sogni e di sognatori.
E' un quadro semplice, ma che amo molto, di un artista non conosciuto quanto meriterebbe. La tavola è conservata ed esposta alla Galleria Comunale di Arte Moderna, in Via Crispi, vicino Piazza di Spagna; un piccolo Paradiso, per chi ama la pittura, perchè è quasi sempre deserta. Chissà perchè.
Il quadro parla -o meglio, sussurra - dell'arte, e del suo rapporto con la realtà. Non è difficile da interpretare: gli strumenti sul tavolo, in primo piano, sono veri, ma non possono suonare, poichè sono rotti, scordati, sfondati. A fare musica, a fare arte, è invece il quadro del fondo, dove un musicista sta suonando una specie di mandolino; che è riprodotto, non reale, ma funziona. Così è l'arte, musica, libro, poesia, film o pittura che sia: riesce attraverso la finzione a far vibrare delle corde che abbiamo dentro, e che il reale, il quotidiano, nemmeno sfiora, ed anzi deprime, secca, prosciuga. Dipinto nel 1937, cioè in piena dittatura, qui a Roma.
venerdì, maggio 07, 2004

ANTONIO SANT'ELIA (1888-1916)
La città nuova
1914
Mi sono detto più volte che viviamo uno dei molti presente possibili. E degli altri, quelli che non si sono verificati, cos'è stato? Cosa sarebbe accaduto - ad esempio - se quella pallottola volante austriaca nella guerra d'avanguardia di Monfalcone non avesse colpito proprio sulla testa il più giovane, brillante e geniale architetto italiano, nel 1916? Le nostre città, credo, sarebbero diverse. Forse, tutto sarebbe diverso.
Antonio Sant'Elia era nato a Como nel 1888, e morì in guerra a 28 anni dopo aver rappresentato in pratica da solo l'intero movimento della cosiddetta architettura futurista. Fosse tornato dal fronte, avrebbe ricevuto commissioni su commissioni, e cambiato la faccia delle nostre città. Il disegno non è del 1970, come potrebbe sembrare (ricorda alcuni edifici costruiti all'Eur dopo il piano regolatore del 1968), ma del 1914; è stato eseguito quando Antonio Sant'Elia non aveva ancora 25 anni. Testi, ne ha lasciati pochi, ovviamente, ma almeno una cosa straordinaria ha fatto in tempo a scriverla: "Nell'architettura futurista, le case dureranno meno di noi. Ogni generazione dovrà fabbricarsi la sua città".
Il mondo è dei sognatori, l'ho sempre pensato, sempre sperato.

JAN VERMEER
Il geografo
1668
E' questo il quadro per possedere il quale io darei tutto, che tutto tenterei per riuscire a rubare.
Trovo che sia un capolavoro inarrivabile, e lo sento molto vicino.
Nella tavola, strutturata come quasi tutti i pochi Vermeer che conosciamo, la luce irrradia nella stanza da sinistra e inizia ad animare le cose, che dànno l'idea di essere state ferme fino a quel momento. Entra con la luce il soffio della vita e il Geografo, perso nei suoi pensieri, ha sul tavolo o in mano gli strumenti del suo mestiere: il compasso, il goniometro, la squadra, il planimetro e le mappe navali. Ad un tratto, per una qualche ragione, egli ha avuto un pensiero che lo ha distratto. E guarda fuori dalla finestra, o più probabilmente dentro se stesso, a cercare luce su quel suo piccolo dubbio, su quel pensiero. Cosa ha in mente il Geografo?
La stanza è calda, la luce sospesa, in un misterioso, eterno silenzio.
giovedì, maggio 06, 2004

ALICE KELLEY
Glimpses of life
(Frattale di elaboratore Macintosh)
1999
Dove va l'arte, l'arte visiva? Che cosa può essere ormai rappresentato, dopo che l'arte informale, il postastrattismo, le transavanguardie ci hanno proposto i monocromi, le installazioni, le performances, le olografie, i decoupages?
Forse, la prossima frontiera sarà un salto doloroso: l'eliminazione dell'artista, l'emancipazione dell'opera d'arte dalla figura che la pensa, la crea, le dà una struttura e un'armonia.
Forse sarà morta l'arte così come la intendiamo noi, ma quel che più conta, non sarà morta l'opera d'arte.
L'opera d'arte può sopravvivere all'artista. E' l'arte dell'inconcepibile; allo scopo, serve un autore esterno all'umanità, uno che non sia stato minimamente influenzato da alcunchè faccia parte della nostra vita e della nostra società. Costui può anche realizzare immagini stupende, alle quali poi, giusto per gioco, qualcuno mette un titolo.
Chi è mai questo artista non-artista?
E dove sono le cose che ha visto? Esiste uno spazio fisico matematico? Sarebbe meglio pensare di no: queste immagini diventerebbero allora foto dell'inconoscibile, del luogo della mente e del puro calcolo dove nessuno di noi ha camminato.
E non mancano di una loro forte spiritualità, tanto che alle volte sembra di poter intravedere, magari al bordo, verso la cornice, qualcosa di veramente, assurdamente grande ed eletto.
martedì, maggio 04, 2004

CHARLES BELL (1935-1995)
Gumball number 7
Olio su tela, 1975
L'arte è realtà mediata da un temperamento. L'iperrealismo nega che si possa rappresentare la realtà SENZA l'intervento di un temperamento. Qualsiasi cosa si dice, si pensa, si fa, si è se stessi necessariamente,per quanto banale e comune possa essere il concetto che si esprime, così come lo è l'oggetto di questo quadro. C'è sempre dietro chi lo ha espresso, da fuori lo si vede benissimo.
Questo olio su tela (credete, olio su tela, coi pennelli) è insomma un inno alla creatività, all'espressione di qualcosa, che per forza sarà unico; è arte, gridava Bell, e lo sarà qualsiasi cosa voi facciate, se questo è lo spirito che vi anima. A esprimervi, a raccontari, sarà l' immagine che voi creerete. Anche se voi non lo vorrete. E arricchirà qualcuno.

KASIMIR MALEVIC
Il quadrato rosso
1915
Così come il quadro sottostante è di impressione elitaria e significato popolare, questo è di espressione popolare e apparentemente persino banale, ma di significato elitario, filosofico. La negazione dell'utilità di fare della rappresentazione reale (realistica) una forma d'arte; qui il pittore ha campo libero, e sceglie di proporre una immagine che è puro segno grafico, pura astrazione, con modi quasi infantili. Anche una fetta di realtà quasi microbiologica funge allo scopo; è una delle infinite possibili divisioni dello spazio, che non termina con la cornice, ma si estende, in potenza, anche fuori, in un infinito infinitamente grande o infinitamente piccolo. L'ha realizzata l'artista, ed è arte anche se è inconoscibile. E' puro spirito, ed evoca in me una sorta di estatica contemplazione, il dubbio, la domanda.
martedì, aprile 13, 2004
Oggi ho messo
la giacca dell'anno scorso
che così mi riconosco
ed esco
Dopo i fiori piantati
quelli raccolti
quelli regalati
quelli appassiti
Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
sabato, aprile 10, 2004
In effetti non ho molto tempo per aggiornare il blog. Conto:1) nel weekend di farmi spiegare da K come inserirci le immagini e 2) mercoledì prossimo di aggiornarlo da par mio. Un bacio a tutti e due all'A.M.S. (Anonimo Minaccioso Sollecitatore).